20 Maggio 2012








La Bibbia accetta la dottrina dell’evoluzione?

Questa è una delle domande maggiormente chieste. Per esempio vengono spesso formulate in questo modo: “Una persona può essere cristiana e allo stesso tempo credere nella teoria dell’evoluzione? La scienza è riuscita a provare la teoria dell’evoluzione tanto da invalidare il racconto della creazione che leggiamo nel libro della Genesi?”.

Per rispondere a queste domande, dobbiamo in primo luogo capire cosa intendiamo con il termine evoluzione. Se viene inteso semplicemente come cambiamento - come lo sviluppo di un bambino che diventa adulto, oppure il cambiamento che avviene in una specie come le diversità di cani o di gatti - allora non ci sarebbe alcun problema, ciò sarebbe in accordo con ciò che insegnano le Scritture.

Il problema nasce in quanto la teoria dell’evoluzione va oltre, e sostiene che gli organismi complessi si sono sviluppati da elementi più semplici e che gli organismi viventi sono derivati da elementi chimici non-viventi, tutto ciò dovuto ad un’associazione casuale. Bisogna innanzitutto precisare che la teoria dell’evoluzione non è affatto scientifica come si pensa, piuttosto è una filosofia riguardo le origini della vita e del significato dell’esistenza umana.

Ogni cristiano deve sapere chela teoria dell’evoluzione è in netto contrasto con il racconto biblico della creazione. Nel libro della Genesi leggiamo di come Dio crea le piante e gli animali secondo le loro specie e non viene dato spazio a mutazioni che generarono nuove specie. Inoltre l’uomo era così come appare oggi già al momento della creazione, così come la donna.

L’idea della selezione naturale o della sopravvivenza dei più forti, come mezzo per il graduale sviluppo degli esseri viventi è in contraddizione con il fatto che Dio creò ogni cosa buona (Genesi 1:31). Le Scritture insegnano che all’origine ogni cosa era stata creata in modo perfetto, e che la morte, la malattia, il decadimento sono apparsi dopo, quando il peccato è entrato nel mondo e nell’universo. E ciò contraddice uno dei pilastri della teoria dell’evoluzione che sostiene che ogni organismo si evolve al meglio.

L’evoluzione non solo è in contraddizione con la Bibbia, ma anche con molte prove scientifiche. Giusto per fare uno dei tanti esempi, per la seconda legge della termodinamica un sistema lasciato a se stesso tende a diventare meno ordinato e sempre meno complesso. Tale regola è un’osservazione di ciò che appare ovvio sotto i nostri occhi: le cose e le persone invecchiano, decadono, muoiono. Perdono la loro struttura. La teoria dell’evoluzione, invece, sostiene che le cose sviluppano la loro complessità e struttura. Ma la scienza ha dimostrato che non è così.

L’evoluzione sostiene anche che i cambiamenti o le mutazioni sono benefici, cioè producono un miglioramento utile. Al contrario però, la natura e la scienza medica ci mostrano che tutte le variazioni genetiche sono dannose. La teoria dell’evoluzione contraddice ciò che possiamo osservare con i nostri occhi in natura.

La teoria dell’evoluzione non può essere provata in laboratorio come anche la creazione di Dio. C’è però una differenza. Mentre la teoria dell’evoluzione cerca di mostrarsi scientifica, ha necessità di essere creduta sulla base di ciò che non può “ancora” provare. Mentre la creazione di Dio afferma chiaramente che può essere accetta per fede: “Per fede comprendiamo che i mondi sono stati formati dalla parola di Dio; così le cose che si vedono non sono state tratte da cose apparenti” (Ebrei 11:3). Questo ci dovrebbe porre nella condizione di fidarci maggiormente di Colui in cui, come cristiani diciamo di credere, e diffidare di una teoria che afferma di essere scientifica ma non è stata negli ultimi due secoli, in grado di essere provata.

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