20 Maggio 2012








Perché Gesù è l’unica via per essere salvati?

Alcune persone si chiedono cosa abbia di così speciale Gesù e perché Egli dichiara di essere l’unica via per conoscere il Padre. I miscredenti accusano noi cristiani di essere presuntuosi e di strette vedute proprio perché asseriamo che non c’è nessun altra via per andare a Dio. E’ da rimarcare che non è stata inventata da noi l’affermazione che Gesù è l’unica via. Proviene direttamente da Gesù: “Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6).

L’apostolo Pietro fa eco a queste dichiarazioni: “In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati” (Atti 4:12). L’apostolo Paolo affermò ancora: “Infatti c'è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo” (1 Timoteo 2:5). Troviamo quindi delle testimonianze concordi che affermano che Gesù sia l’unica via per conoscere Dio e per raggiungerlo.

Per comprendere ciò dobbiamo cominciare dal principio di ogni cosa. Al principio Dio creò i cieli e la terra (Genesi1:1) e l’uomo a propria immagine (Genesi 1:26). Quando terminò la creazione vide che la sua opera era bella e perfetta, ogni cosa era buona (Genesi 1:31). L’uomo e la donna erano stati posti in un ambiente perfetto e avevano a disposizione tutto ciò di cui avevano bisogno. Fu loro proibito di fare una sola cosa: non avrebbero dovuto mangiare del frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male, altrimenti sarebbero morti (Genesi 2:17).

Purtroppo però, Adamo ed Eva mangiarono proprio del frutto proibito (Genesi 3) ed il risultato fu la caduta in tutti gli aspetti della loro vita. Per prima cosa, la relazione intima che avevano con Dio si interruppe, si vergognavano per quello che avevano fatto e tentarono di nascondersi da Dio, Adamo ed Eva iniziarono a litigare tra loro cercando di scaricarsi la colpa, Adamo ad Eva, Eva al serpente che l’aveva tentata. Anche il legame tra la natura e loro stessi si guastò, il terreno avrebbe prodotto rovi ed erbacce e gli animali sarebbero diventati feroci (Genesi 3:17, 18).

L’uomo stesso iniziò a percepire un vuoto in se ed un senso di incompletezza che non aveva mai provato prima della caduta. Nonostante tutto ciò, Dio promise di porre un rimedio e disse che avrebbe mandato il Salvatore, o Messia, che avrebbe liberato l’intera creazione dal legame del peccato (Genesi 3:15).

L’intero Antico Testamento riporta della venuta al mondo di Gesù per la salvezza dell’umanità. Quando giunse il tempo, Dio si manifestò al mondo nella persona di Gesù Cristo: “E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre… Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva verso di lui e disse: «Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!” (Giovanni 1:14, 29). Gesù morì proprio al posto nostro perché noi potessimo godere di nuovo di quella relazione con Dio che si era interrotta a causa del peccato.

La Bibbia dice: “Infatti Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo, non imputando agli uomini le loro colpe… Colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui” (2 Corinzi 5:19,21). Gesù su quella croce ha compiuto ogni cosa per noi, noi dobbiamo solo accettarlo. Non possiamo aggiungere nulla all’opera di Cristo, è stato fatto tutto.

Se l’umanità avesse potuto salvarsi da sola, oppure raggiungere Dio in un altro modo l’avrebbe fatto, ma non è in grado di farlo, e Gesù non sarebbe morto per noi. la sua morte ci conferma che non c’è altro modo per noi che avere la vita eterna e andare al Padre.
Vi racconto una storia. Supponiamo che stiamo camminando in una densa ed oscura foresta ed abbiamo perso ogni traccia e non sappiamo che direzione intraprendere, anzi più camminiamo più il buio intorno a noi diventa profondo. Quando all’improvviso vediamo che il sentiero si divide in due. All’inizio di ognuno dei due sentieri si scorgono sagome di uomini. In una c’è una guardia forestale, con l’uniforme ed in piena forma fisica, mentre sull’altra strada c’è un uomo morto riverso a faccia in giù. Quale strada pensate che prenderemo? Naturalmente, quella dove c’è l’uomo vivo che ci porterà in salvo. Lo stesso accade per quanto riguarda la vita eterna, vogliamo seguire e camminare sulla via del Dio vivente che ci guida in Cielo. E l’unico Dio vivente non è Budda o altri ma è Gesù Cristo.

Solo Gesù è risuscitato dai morti, e può indicarci la via per la nostra salvezza. Ciò dimostra che egli è chi dichiara di essere (Romani 1:4), l’unico figlio di Dio e l’unica via per mezzo del quale possiamo stabilire una relazione con Dio Padre.

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