20 Maggio 2012








Le mie buone opere non contano nulla? Non andrò in Paradiso se mi comporto bene?

Molte persone pensano che se vivono una buona vita, se riescono a fare più cose buone di quelle cattive, ebbene pensano di essersi guadagnati un posto in Cielo. Al contrario, nella Bibbia leggiamo che non c’è possibilità per l’uomo di guadagnarsi un posto in Paradiso.

La Scrittura ci insegna che le nostre opere sono solo il frutto di un rapporto d’amore con Dio e non il mezzo per ottenere da Dio la salvezza: “Infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo” (Efesini 2:10). E’ Dio che ha fatto tutto per noi: “Ma quando la bontà di Dio, nostro Salvatore, e il suo amore per gli uomini sono stati manifestati, egli ci ha salvati non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia” (Tito 3:5,6); “Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti” (Efesini 2:8,9).

Se la salvezza eterna si potesse basare sulle nostre opere, allora Dio sarebbe nostro debitore, in qualche modo ci dovrebbe qualcosa: “Ora a chi opera, il salario non è messo in conto come grazia, ma come debito; mentre a chi non opera ma crede in colui che giustifica l'empio, la sua fede è messa in conto come giustizia (Romani 4:4,5).

La Bibbia ci insegna che Dio non deve agli uomini proprio nulla, e che la nostra giustizia è nulla di fronte a Lui: “Tutta la nostra giustizia [è] come un abito sporco” (Isaia 64:6). Per spiegare questo, dobbiamo capire che Dio ha un modo di valutare differente dal nostro, perché egli giudica con perfetta giustizia.
Al contrario, tutti gli esseri umani, hanno per loro contro che sono peccatori, e quindi incapaci di esprimere giudizi che possano rispecchiare la giustizia di Dio: “Infatti non c'è distinzione: tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” (Romani 3:22,23). Per questo è necessario che ogni uomo smetta di giudicare se stesso sulla base delle proprie azioni, perché seppur si ritenga buono o più buono degli altri, agli occhi di Dio è visto come qualunque altro uomo “senza distinzione”: un peccatore!

Ogni uomo ha quindi bisogno di un intervento divino per modificare il suo stato di peccatore. E questa possibilità la offre Dio: “Ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. Dio lo ha prestabilito come sacrificio propiziatorio mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare la sua giustizia, avendo usato tolleranza verso i peccati commessi in passato, al tempo della sua divina pazienza; e per dimostrare la sua giustizia nel tempo presente affinché egli sia giusto e giustifichi colui che ha fede in Gesù” (Romani 3:24-26).

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