
Le mie buone opere non contano nulla? Non andrò in Paradiso se mi comporto bene?
Molte persone pensano che se vivono una buona vita, se riescono
a fare più cose buone di quelle cattive, ebbene pensano di
essersi guadagnati un posto in Cielo. Al contrario, nella Bibbia
leggiamo che non c’è possibilità per l’uomo
di guadagnarsi un posto in Paradiso.
La Scrittura ci insegna che le nostre opere sono solo il frutto
di un rapporto d’amore con Dio e non il mezzo per ottenere
da Dio la salvezza: “Infatti siamo opera sua, essendo stati
creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha
precedentemente preparate affinché le pratichiamo” (Efesini
2:10). E’ Dio che ha fatto tutto per noi: “Ma quando
la bontà di Dio, nostro Salvatore, e il suo amore per gli
uomini sono stati manifestati, egli ci ha salvati non per opere giuste
da noi compiute, ma per la sua misericordia” (Tito 3:5,6); “Infatti è per
grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non
viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di
opere affinché nessuno se ne vanti” (Efesini 2:8,9).
Se la salvezza eterna si potesse basare sulle nostre opere, allora
Dio sarebbe nostro debitore, in qualche modo ci dovrebbe qualcosa: “Ora
a chi opera, il salario non è messo in conto come grazia,
ma come debito; mentre a chi non opera ma crede in colui che giustifica
l'empio, la sua fede è messa in conto come giustizia (Romani
4:4,5).
La Bibbia ci insegna che Dio non deve agli uomini proprio nulla,
e che la nostra giustizia è nulla di fronte a Lui: “Tutta
la nostra giustizia [è] come un abito sporco” (Isaia
64:6). Per spiegare questo, dobbiamo capire che Dio ha un modo di
valutare differente dal nostro, perché egli giudica con perfetta
giustizia.
Al contrario, tutti gli esseri umani, hanno per loro contro che sono
peccatori, e quindi incapaci di esprimere giudizi che possano rispecchiare
la giustizia di Dio: “Infatti non c'è distinzione: tutti
hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” (Romani 3:22,23).
Per questo è necessario che ogni uomo smetta di giudicare
se stesso sulla base delle proprie azioni, perché seppur si
ritenga buono o più buono degli altri, agli occhi di Dio è visto
come qualunque altro uomo “senza distinzione”: un peccatore!
Ogni uomo ha quindi bisogno di un intervento divino per modificare
il suo stato di peccatore. E questa possibilità la offre Dio: “Ma
sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione
che è in Cristo Gesù. Dio lo ha prestabilito come sacrificio
propiziatorio mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare la
sua giustizia, avendo usato tolleranza verso i peccati commessi in
passato, al tempo della sua divina pazienza; e per dimostrare la
sua giustizia nel tempo presente affinché egli sia giusto
e giustifichi colui che ha fede in Gesù” (Romani 3:24-26).
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