20 Maggio 2012








Quale speranza la fede cristiana offre al mondo?

Tutti noi stiamo vivendo in un periodo storico in cui le persone sono particolarmente pessimiste riguardo il loro futuro. Ci sono sempre stati i pessimisti e la storia ci fa sapere che non ci sono stati mai tempi facili. Però ora sembra che ci sia un senso generale di mancanza di speranza per il futuro. Il vero problema risiede proprio nei cuori e nelle menti degli uomini. Non è un problema di fisica ma di etica. E’ più facile togliere forza al plutonio piuttosto che cambiare lo spirito umano.

Oggi, perfino la sopravvivenza dell’umanità è una speranza utopistica. Il problema della mancanza di speranza e del significato della vita non è una caratteristica solo della nostra generazione. E’ stata espressa da altri nel passato, i quali provavano lo stesso vuoto interiore. Per moltissime persone questa vita è tutto ciò che hanno, e non c’è alcuna speranza quando sopraggiunge la morte.

Anche molti scrittori e pensatori del passato hanno avuto questa idea, infatti non è un concetto affatto nuovo. Eschilo scrisse: “Una volta morto, l’uomo non resuscita”. E Teocrito: “C’è speranza solo per coloro che sono vivi, ma i morti sono senza speranza” Ed ancora Catullo: “Quando la nostra breve luce si spegne, vi è una notte eterna dove possiamo solo dormire”.

Ma, contro ogni tipo di pessimismo, Gesù Cristo offre una vera speranza. Il Cristianesimo offre una vita piena per coloro che accettano Gesù: “io son venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza” (Giovanni 10:10). E questa vita abbondante non termina mai. C’è una speranza di vita eterna basata sulle promesse di Dio in Cristo Gesù. Gesù promise: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo?” (Giovanni 11:25,26).

L’apostolo Paolo, proprio perché aveva posto la sua fede nelle parole di Gesù, ammaestrava coloro che avevano fatto la stessa scelta: “Fratelli, non vogliamo che siate nell'ignoranza riguardo a quelli che dormono, affinché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza. Infatti, se crediamo che Gesù morì e risuscitò, crediamo pure che Dio, per mezzo di Gesù, ricondurrà con lui quelli che si sono addormentati” (1 Tessalonicesi 4:13,14).

In un mondo che cambia continuamente ed in cui non vi sono certezze, vi è Dio che rimane stabile, le cui promesse sono valide per ogni generazione: “L'erba si secca, il fiore appassisce, ma la parola del nostro Dio dura per sempre” (Isaia 40:8); “Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno” (Ebrei 13:8).

Ralph Barton, un famoso disegnatore di fumetti, prima di decidere di porre fine alla sua vita, scrisse: “Ho avuto qualche difficoltà, molti amici, grande successo, sono passato da una moglie ad un’altra, dal possedere una casa ad un’altra, ho visitato i più grandi paesi del mondo, ma sono stufo di inventarmi trucchetti per dare un senso alla mia vita”.

Che differenza con le parole che l’apostolo Paolo scrisse poco prima di morire: “Il tempo della mia partenza è giunto. Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho conservato la fede. Ormai mi è riservata la corona di giustizia che il Signore, il giusto giudice, mi assegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti quelli che avranno amato la sua apparizione” (2 Timoteo 4:6-8).

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