
Quale speranza la fede cristiana offre al mondo?
Tutti noi stiamo vivendo in un periodo storico in cui le persone
sono particolarmente pessimiste riguardo il loro futuro. Ci sono
sempre stati i pessimisti e la storia ci fa sapere che non ci sono
stati mai tempi facili. Però ora sembra che ci sia un senso
generale di mancanza di speranza per il futuro. Il vero problema
risiede proprio nei cuori e nelle menti degli uomini. Non è un
problema di fisica ma di etica. E’ più facile togliere
forza al plutonio piuttosto che cambiare lo spirito umano.
Oggi, perfino la sopravvivenza dell’umanità è una
speranza utopistica. Il problema della mancanza di speranza e del
significato della vita non è una caratteristica solo della
nostra generazione. E’ stata espressa da altri nel passato,
i quali provavano lo stesso vuoto interiore. Per moltissime persone
questa vita è tutto ciò che hanno, e non c’è alcuna
speranza quando sopraggiunge la morte.
Anche molti scrittori e pensatori del passato hanno avuto questa
idea, infatti non è un concetto affatto nuovo. Eschilo scrisse: “Una
volta morto, l’uomo non resuscita”. E Teocrito: “C’è speranza
solo per coloro che sono vivi, ma i morti sono senza speranza” Ed
ancora Catullo: “Quando la nostra breve luce si spegne, vi è una
notte eterna dove possiamo solo dormire”.
Ma, contro ogni tipo di pessimismo, Gesù Cristo offre una
vera speranza. Il Cristianesimo offre una vita piena per coloro che
accettano Gesù: “io son venuto perché abbiano
la vita e l'abbiano in abbondanza” (Giovanni 10:10). E questa
vita abbondante non termina mai. C’è una speranza di
vita eterna basata sulle promesse di Dio in Cristo Gesù. Gesù promise: “Io
sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore,
vivrà; e chiunque vive e crede in me, non morirà mai.
Credi tu questo?” (Giovanni 11:25,26).
L’apostolo Paolo, proprio perché aveva posto la sua
fede nelle parole di Gesù, ammaestrava coloro che avevano
fatto la stessa scelta: “Fratelli, non vogliamo che siate nell'ignoranza
riguardo a quelli che dormono, affinché non siate tristi come
gli altri che non hanno speranza. Infatti, se crediamo che Gesù morì e
risuscitò, crediamo pure che Dio, per mezzo di Gesù,
ricondurrà con lui quelli che si sono addormentati” (1
Tessalonicesi 4:13,14).
In un mondo che cambia continuamente ed in cui non vi sono certezze,
vi è Dio che rimane stabile, le cui promesse sono valide per
ogni generazione: “L'erba si secca, il fiore appassisce, ma
la parola del nostro Dio dura per sempre” (Isaia 40:8); “Gesù Cristo è lo
stesso ieri, oggi e in eterno” (Ebrei 13:8).
Ralph Barton, un famoso disegnatore di fumetti, prima di decidere
di porre fine alla sua vita, scrisse: “Ho avuto qualche difficoltà,
molti amici, grande successo, sono passato da una moglie ad un’altra,
dal possedere una casa ad un’altra, ho visitato i più grandi
paesi del mondo, ma sono stufo di inventarmi trucchetti per dare
un senso alla mia vita”.
Che differenza con le parole che l’apostolo Paolo scrisse
poco prima di morire: “Il tempo della mia partenza è giunto.
Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho conservato
la fede. Ormai mi è riservata la corona di giustizia che il
Signore, il giusto giudice, mi assegnerà in quel giorno; e
non solo a me, ma anche a tutti quelli che avranno amato la sua apparizione” (2
Timoteo 4:6-8).
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